Linfoma fotografarlo per conoscerlo meglio

martedì 01 dicembre 2015

Fotografrare il LinfomaGrazie al sostegno dell’AIL Treviso, il laboratorio di Immunologia Cellulare dell’Ematologia di Castelfranco Veneto hapubblicato un lavoro in “Annals of Hematology” sulla valutazione in citometria a flusso di cellule coinvolte nel processoneo plastico di linfonodi patologici, caratterizzando il microambientetissutale al momento della diagnosi di alcuni linfomi di Hodgkin.
In vivo la crescita tumorale è influenzata in modo determinante dalle cellule del microambiente (cellule del sistema immunitario, della rete vascolare e componenti dello stroma) tanto che, oggi, molti cicliterapeutici per controllare la crescita neoplastica agiscono sul microambiente anziché direttamente sulla cellula neo plastica.

Un tumore, un microambiente: un complesso rapporto biunivoco; una relazione funzionale attivata e caratterizzata da una varietà di mediatori, di sostanze come le citochine sintetizzate in loco, in grado, a loro volta, di selezionare e di influenzare la specificità delle cellule circostanti; un insieme di strategie messe in atto dal cancro per “sfuggire” all’azione anti-tumorale accanto a quelle del sistema immunitario per contrastare la proliferazione e la resistenza della cellula neoplastica (chi la spunterà tra i due “contendenti”?). Dopo l’esperienza del lavoro svolto, i prossimi obiettivi con l’apporto fondamentale e il sostegno economico dell’AIL sarà di coinvolgere una biologa e un tecnico per “fotografare” il microambiente di una lesione linfomatosa tipizzando e quantificando le cellule non-tumorali (in particolare i linfociti T regolatori e le dendritiche), definendo il profilo citochinico per una valutazione immunologica del singolo linfoma, di caratterizzare lo specifico microambiente suggestivo dei possibili meccanismi azionati dal clone per “eludere” il controllo del sistema immunitario, e di ritrovare nel sangue periferico i parametri caratterizzanti la lesione linfomatosa. A questo scopo AIL ha già finanziato 2 progetti con circa 120.000 euro che ci impegneranno dal gennaio 2016 per circa 3 anni.

Lo scopo sarà quello di approfondire la conoscenza del microambiente nel suo ruolo, ormai consolidato, di essenziale protagonista nella progressione neoplastica, nella resistenza terapeutica e, soprattutto, per implementare e verificare tests di laboratorio con l’obiettivo di ricavare utili informazioni immunitarie del paziente per individuare, possibilmente, conseguenti e più efficienti strategie terapeutiche.

Dottoressa Rosa Di Gaetano,
Responsabile servizio citometria Ematologia e Trasfusionale
Ospedale Castelfranco Veneto