Ernesto Bosa sostituisce Teresa Pelos alla guida di Ail Treviso

martedì 01 dicembre 2015

Ernesto Bosa nuovo presidente AIL TrevisoMi presento,

La storia dell’AIL e dell’Ematologia di Treviso parte nel1986, quando la signora Teresa Pelos, in memoria del figliounico Benedetto, perduto per leucemia acuta a 15 anni, dà un taglio netto al corso della sua esistenza e decide di dedicare interamente la sua vita ai pazienti colpiti da malattie ematologiche.

La mia storia è molto simile a quella della signora Teresa. Una vita normale, casa, famiglia, lavoro, un unico figlio cui vengono indirizzati progetti, sacrifici, speranze. Quattro anni fa per me e mia moglie la soddisfazione e l’orgoglio di vedere concluso il percorso universitario di Roberto che oramai sta inserendosi con determinazione, entusiasmo e idee innovative nella conduzione dell’azienda familiare. Poi, improvvisa, una terribile malattia che assieme a Roberto ci porta via sogni, progetti, futuro, tutto. Anche noi abbiamo scelto di trasformare questo straziante abbandono in una offerta di vita. Ceduta l’attività, ho iniziato un nuovo percorso, in nome di quel figlio che per noi era tutto, nella certezza che Roberto continuerà a riempire la nostra esistenza. Un modo per sopravvivere a questo grande dolore, ma soprattutto il desiderio di un contributo di speranza verso coloro che sono nella malattia. Con l’aiuto dei collaboratori e di quell’esercito di volontari che sono la cosa più grande e più preziosa di cui l’associazione dispone potremo continuare a sostenere la nostra sanità.

Sostegno testimoniato dai grandi numeri, che sono i 10 milioni di euro raccolti in questi anni, e, tanto per restare nel presente, i 600.000 euro di finanziamenti per sostenere nuovi servizi e progetti dal 2015 al 2017. Tra questi una borsa di studio di durata annuale destinata a un laureato in supporto al progetto “studio della sottopopolazione linfocitaria nel sangue periferico di pazienti con linfoma di Hodgkin”; un progetto di studio su “il linfoma e il suo microambiente”, che comprendeanche l’acquisto di un dissociatore del sangue; un finanziamento a favore del Dipartimento di Scienza del Farmaco dell’Universita degli Studi di Padova; un progetto per individuare i segnali clinici o laboratoristici nel midollo di un diabetico tali da anticipare una buona riuscita del trattamento del piede diabetico e contribuire così a ridurre l’incidenza delle amputazioni causate da questa patologia. A questi si aggiungono i 630.000 euro stanziati nel triennio 2012-2014 per progetti già avviati, tra cui l’ampliamento dei servizi domiciliari in ambito pediatrico emato-oncologico e del sostegno psicologico per i piccoli pazienti, con una rete dei servizi di assistenza a domicilio in collaborazione con il reparto pediatrico di riferimento. Sarà difficile sostituire chi mi ha preceduto.
Io ci provo. 

Un abbraccio a tutti.
Ernesto Bosa