Ail Treviso 

La storia dell’AIL Treviso e della Ematologia nel capoluogo della Marca parte nel 1986, quando la signora Teresa Pelos, in memoria del figlio unico Benedetto, perduto per leucemia acuta a 15 anni, decise di dedicare tutte le sue energie, 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, a favore di una associazione che nel Trevigiano operasse a favore dei pazienti colpiti da malattie ematologiche. Partita dal nulla, questa piccola grande donna ha saputo rapidamente costruire, con incrollabile tenacia e laboriosità, una associazione che è diventata un modello di riferimento per l’intero volontariato, non solo a livello locale ma anche a livello nazionale. Anni fa nella Provincia di Treviso non esisteva alcuna struttura ospedaliera dedicata specificamente al trattamento delle più severe patologie del sangue, i pazienti e i loro familiari erano costretti a dolorosi e faticosi viaggi della speranza presso diversi centri di Ematologia del Triveneto o anche presso sedi più lontane. Primo obbiettivo dell’associazione fu perciò quello di sensibilizzare e coinvolgere le autorità sanitarie regionali circa l’assoluta necessità di costruire una realtà ematologica assistenziale a Treviso, dovendosi scontrare, tuttavia, con molteplici resistenze politico-burocratiche e con difficoltà economiche.

Negli anni l’AIL Treviso è diventata una associazione viva del nostro territorio. Colora le piazze e i sagrati delle nostre chiese a Natale e a Pasqua con le stelle natalizie e le uova pasquali. A lei si rifanno grandi e piccole manifestazioni teatrali, culturali sportive nei piccoli paesi e nelle città. Quanti concerti per ricordarne le finalità, quante partite del cuore al Tenni di Treviso con le nazionali cantanti, piloti, giornalisti, attori, coinvolti nella finalità di questa associazione. Un esercito di volontari, per raccogliere fondi per la ricerca, l’assistenza e tra questi in prima linea quelli che operano a diretto contatto con la sofferenza, e si muovono silenziosi nei reparti dell’Ematologia del Ca Foncello di Treviso, voluto e finanziato dall’AIL.

Ernesto Bosa nuovo presidente AIL TrevisoPelos ha lasciato la presidenza dell’associazione. La sostituisce il signor Ernesto Bosa, 63enne di Monastier la cui storia è molto simile a quella della signora Teresa. Una vita normale, casa, famiglia, lavoro, un unico figlio cui vengono indirizzati progetti, sacrifici, speranze. Quattro anni fa per il signor Ernesto e la moglie la soddisfazione e l’orgoglio di vedere concluso il percorso universitario del figlio che oramai sta entrando con passione e entusiasmo nella conduzione dell’azienda familiare. Poi, improvvisa, una terribile malattia che assieme al figlio si porta via sogni, progetti, futuro, tutto. Come nel caso Pelos i signori Bosa scelgono di trasformare questo straziante abbandono in una offerta di vita. Ceduta l’azienda, inizia per loro un nuovo percorso, in nome di quel figlio che era tutto, nella certezza che Roberto continuerà a riempire la loro esistenza. Un segno di altruismo e disponibilità a farsi carico delle preoccupazioni e dei dolori, delle attese e delle speranze del prossimo. Un desiderio di attenzione e di amore per chi soffre, vissuto nella quotidianità.Passato il testimone, l’AIL non si ferma. E l’impulso dell’associazione alla nostra sanità è testimoniato dai numeri, che sono i 10 milioni di euro raccolti in quasi 30 anni, somma che ha permesso di attivare progetti e servizi, come il Reparto di Ematologia, il Day Hospital, il Laboratorio di Citogenetica, col finanziamento di contratti per medici, biologi, tecnici di laboratorio e la donazione di arredi e attrezzature. Gli oltre 600.000 euro di finanziamenti per sostenere nuovi servizi e progetti dal 2015 al 2017, che si aggiungono ai quasi 630.000 euro stanziati nel triennio 2012-2014: ampliamento dei servizi domiciliari in ambito pediatrico emato-oncologico e del sostegno psicologico per i piccoli pazienti, con una rete dei servizi di assistenza a domicilio in collaborazione con il reparto pediatrico di riferimento… e l’elenco potrebbe continuare. 

Grazie, signora Teresa. 

Auguri, signor Ernesto.