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Un mammografo d’ultima generazione è stato donato dall’AIL Treviso all’Ospedale di Vittorio Veneto. L’avveniristico computer potrà ridurre dell’80% le emissioni radio durante una mammografia e sarà in grado di fornire dati immediati e precisi in un tempo assolutamente più veloce. Questa donazione dimostra che il nostro impegno non è rivolto solo agli ammalati ematologici ma anche a tutti coloro che sono nella sofferenza. Noi abbiamo sempre investito nella sanità pubblica, mai abbiamo speso una lira per la sede o per la segreteria, tutto quello che è stato raccolto è stato investito negli ospedali e nella formazione.
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Nei suoi 23 anni di vita, per esempio, l’AIL ha specializzato 70 medici ematologi che ora lavorano in tutta Italia, e di questi 7 solo a Treviso.
I 312 mila euro impegnati per questa apparecchiatura sono il frutto dell’impegno di tanta gente umile quanto sensibile, nessuno ci ha dato grosse cifre.
Dietro a questi risultati c’è il lavoro silenzioso di un volontariato capillare, piccole e grandi manifestazioni, mani che offrono un uovo a Pasqua o una stella a Natale, in una piazza fredda battuta dal vento, mani che confezionano rose, che preparano le torte di un incontro conviviale. Come non ricordare quegli anziani che ogni mese, ritirando la loro modesta pensione, si ricordano dell’AIL e quei bambini che arrivano da me con il contenuto del loro piccolo salvadanaio, perché qualcuno li ha educati alla bontà.
Ringrazio tutti.
L’apparecchiatura donata all’Ospedale di Vittorio Veneto è dedicata alla memoria di Maria Teresa Dal Cin collaboratrice storica della nostra Associazione. L’impegno con cui ci ha gratificato per anni l’ha poi trasmesso ai suoi figli. È intitolata inoltre ad Antonietta Balbinot e Bruno Casagrande: portati via tutti e due dalla leucemia, hanno lasciato tre figli ancora troppo piccoli.
Io ricordo tutti i pazienti che ci hanno lasciato e li ricordo con una punta di orgoglio perché sappiamo di averli accompagnati con grande dignità alla fine della loro vita.
Certi che tutti non possono guarire, il nostro operare è attento a dare dignità alla sofferenza ed alla morte.
Teresa Pelos
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