La mattina di lunedì 8 dicembre 2008, nonostante un bellissimo sole, faceva un gran freddo. Le auto erano ricoperte di ghiaccio e ci sono voluti diversi minuti per sbrinarle. E’ stato difficile alzarsi dal letto e raggiungere le piazze del comune di Cordignano per la terza e ultima giornata della campagna “Stelle di Natale”.Tra noi volontari c’era chi era tornato tardi da una festa di laurea e chi aveva passato una notte movimentata perché la figlioletta era stata male, chi aveva rinunciato a farsi un giro sulla neve caduta abbondante
pochi giorni prima sui monti e qualcun altro che si era dato animo nonostante un fastidioso raffreddore.
Eppure alle 8 e mezzo eravamo ognuno al proprio posto, come avevamo concordato il giorno prima.
Come non mai, proprio nelle prime ore del giorno coi piedi congelati e una gran sonno, ci siamo sentiti uniti, una squadra, amici che cercavano di fare del loro meglio per sostenere l’AIL.
La crisi finanziaria ed economica non regalava buoni presagi, avevamo faticato infatti a trovare lo stesso numero di sostenitori AIL degli anni precedenti. Il sabato sera, dopo le Messe, e la domenica trascorsi sottotono avevano abbassato il nostro morale. Ora, ultimo giorno di campagna, volevamo mettercela tutta.
La giornata ci ha regalato momenti di grande umanità: dai sacerdoti alle persone anziane, dalle famiglie con più bambini e fino a qualche giovane, abbiamo visto materializzarsi la genuinità, la bontà e lo spirito solidale di cui tanto si parla ma che poi rimane spesso parola morta. Dobbiamo ringraziare le tante persone che ci hanno sostenuto e incoraggiato, coloro che hanno raschiato il fondo del portamonete per trovare gli ultimi euro pur di contribuire, i bambini coi loro sorrisi e le mamme che li hanno avvicinati ai nostri tavoli.
Per tante persone, così ci è sembrato di intuire, i dodici euro per l’AIL sono ancora un investimento di speranza che va oltre la crisi, una spesa che ha molto più valore di altre, una gioiosa rinuncia a qualcosa di meno significativo rispetto alla solidarietà e alla sensibilità verso chi vive la malattia e il disagio. Le persone semplici ci hanno stupito, praticando molto meglio di tante teste “pensanti” dell’oggi la strada da seguire per andare oltre questo momento economicamente difficile: arrivare dove qualcun altro non arriva, aiutare chi è nel bisogno, sostenere la ricerca, risanare la società egoista ritrovando lo spirito della vicinanza reciproca, togliere dal vocabolario l’affermazione “s’arrangino!” (citato dall’omelia di Don Terenzio di Pinidello).
Certo, molti giovani non ci hanno sostenuto, qualcuno ci ha squadrati come fossimo alieni ma di sicuro il colore delle stelle ha regalato a noi e a tanti una giornata diversa, una festa dell’Immacolata davvero speciale.
La felicità è nel dare. Dodici euro possono essere tanti ma, se si possono spendere, sono un grande regalo che si fa a se stessi… almeno questo ci hanno insegnato le persone che sono venute a chiedere di aiutare
l’AIL.
Alla fine della giornata, quattordici persone in meno rispetto al 2007 avevano sostenuto l’associazione… anzi, 214 persone l’avevano presa a cuore e se l’erano portata a casa, 214 case che si sono regalate un sorriso e un po’ di calore in più, 214 grazie che diciamo a Cordignano, Villa di Villa, Pinidello e Silvella per aver creduto in un Natale di solidarietà silenziosa, discreta, concreta! Una stella contro la crisi, economica ma non solo economica. Una stella per un mondo, nel piccolo dei nostri paesi, un po’ migliore. Una stella che si aggiunge alle tante iniziative e ai tanti gesti concreti d’amore che ancora oggi, nonostante tutto, vediamo realizzarsi attorno a noi.
Anche quando le cose non vanno al meglio, la speranza è l’ultima a morire, anzi, è una delle poche cose che non si perde e non si svaluta.
Noi giovani dell’AIL di Cordignano siamo usciti più ricchi da questa esperienza e invitiamo, chi volesse, ad unirsi a noi per mettere insieme le forze e condividere fatiche e soprattutto gioie (ghirardimatteo@gmail.com).
Grazie.
Matteo Ghirardi
AIL Cordignano