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L’AIL TREVISO SUPPORTA IL CENTRO LEUCEMIE INFANTILI DI PADOVA |
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Da molti anni esiste una consolidata relazione tra AIL-Treviso e Clinica di Oncoematologia Pediatrica dell’Università di Padova. Essa si è concretizzata nel supporto di personale con funzione assistenziale, mediante borse di studio per giovani medici, o di personale adibito ad attività di laboratorio con competenze sia in ambito diagnostico che di ricerca. Ciò ha permesso lo sviluppo di alcune specifiche attività ultraspecialistiche che tanta rilevanza hanno anche al presente nel funzionamento del nostro Centro.
In ambito delle strutture ospedaliere, sempre più frequentemente assistiamo ad un distacco della “cupola” amministrativa dagli operatori. In questo rapporto in particolare è penalizzato chi opera in prima linea, tutti coloro che sono a contatto con i pazienti, chi cura malati oncologici, grandi e piccoli, anziani, non autosufficienti, ecc…D’altro canto, sono gli operatori ad avere un’idea chiara dei bisogni concreti degli ammalati, delle necessità nella quotidiana attività assistenziale e delle carenze che talora spiegano il difetto funzionale di una struttura o di un’attività. La disponibilità di risorse, sia in termini di personale che di risorse economiche rappresenta un nodo critico in tale ambito.
Proprio per questo noi riteniamo giusto sottolineare tale situazione e, poiché abbiamo la responsabilità ultima dei pazienti, non possiamo rimanere indifferenti e “fregarcene”. Ecco perché diamo il nostro doveroso, necessario, auspicato appoggio al volontariato, a quello vero, quello che impegna tempo, costringe le persone volonterose ad una certa fatica, precisa e mentale: per esempio, l’AIL, che con costanza e tenacia persegue degli obiettivi che hanno alla base la concretezza dell’impegno a favore dei pazienti con malattie ematologiche maligne. Perché non sembrino chiacchiere, andiamo sul concreto. Nel 2006 l’AIL della Provincia di Treviso ha offerto 100.000 Euro alla Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova. Ci si può chiedere come mai l’AIL di Treviso aiuta Padova. In realtà esiste ed è importante, l’AIL anche a Padova.
Come sapete, tutti i bambini curati sono seguiti per molti anni, per monitorare tutti i fenomeni e le anomalie di crescita e di sviluppo, le complicazioni eventuali, il tipo di inserimento sociale, i figli dei guariti e così via. Senza il supporto privato non saremmo in grado di portare avanti questo lavoro, perché lo Stato a noi dà solo il minimo per curare l’ammalato acuto e tutti conosciamo quante carenze esso presenta per il controllo delle malattie croniche e degli esiti di quelle acute.
A consolazione di tutti i volontari e i sostenitori dell’AIL di Treviso ricordiamo che, nonostante le difficoltà, registriamo tuttora un certo miglioramento annuale delle nostre percentuali di guarigione. Ora siamo vicini all’80%. Chiediamo quindi l’aiuto per non “demordere” e per attingere finalmente quel 100% di guariti che è nei voti di tutti e secondo noi nella probabilità di essere raggiunte entro 20 anni.
Prof. Luigi Zanesco |