“Per lei la velocità è un concetto che chi è sotto la barriera del suono è lento” Ha esordito così, il 14 ottobre 2005, il dott. Claudio Dario, direttore dell’Ulss 9, nel dare il benvenuto al mondo politico, sanitario e del volontariato convenuto al Ca’ Foncello per l’inaugurazione del nuovo day Hospital di Ematologia.
Detto da uno che ha avuto spesso a che fare con la signora Pelos…
Dario ha sottolineato il grande ruolo del volontariato: sono 50 le associazioni che operano nell’ospedale di Treviso tutte altamente meritevoli e insostituibili, e se ognuna fosse come l’AIL l’ospedale crescerebbe a dismisura. Il nuovo Day Hospital rappresenta un esempio unico di come pubblico e privato possano insieme compiere miracoli. La novità sta nel fatto che in questo caso il volontariato non si limita a collaborare ma diventa parte stessa del progetto.
Elogiando la caparbietà della Pelos, il sindaco Gobbo ha fatto notare come siano le sinergie tra forze diverse a far sì che ora Treviso disponga di una struttura all’avanguardia di cui la cittadinanza è orgogliosa.
Della ricchezza unica del volontariato, fatto di impegno, di intelligenza e di cultura, ha parlato il presidente della Provincia Muraro. L’esperienza dell’Ematologia del Ca’ Foncello rappresenta un modello da esportare per la sua novità e un vanto per la nostra Sanità.
La dottoressa Carraro, direttore del Ca’ Foncello, ha ripercorso le tappe dell’Ematologia e del Day Hospital. Una storia lunga 7 anni, una storia di grandi numeri, una crescita eccezionale, se si considera poi che il 40% dei pazienti provengono da altre Ulss. Un reparto all’avanguardia ed una miriade di innovazione, come la presenza delle volontarie AIL, che un paziente ha battezzato “gli angeli dell’Ematoligia”. Discrete e silenziose, riescono a trasformare il reparto in un ambiente familiare, dando quel calore che nessuna medicina riuscirebbe a trasmettere. Attenzione verso i malati che può venire solo da una grande sensibilità e ricchezza d’animo o da una vita spesso vissuta accanto alla sofferenza. “Tutto questo – ha concluso la dottoressa Carraro - grazie all’AIL ed al suo “motore” che tutto ha stimolato ed a volte pungolato. Ringraziamo la signora Pelos per tutto quello che fa e minaccia di fare”.
L’avvocato Fabio Gava si è detto onorato di essere presente non come assessore alla Sanità Veneta ma come presidente onorario dell’AIL Treviso, carica che lo gratifica della sua fruttuosa collaborazione con l’Associazione. Convinto che la sanità è un diritto ma anche impegno per tutti e non è scontata in tanti posti del mondo, anche quello avanzato, ricorda ancora il suo primo incontro con l’AIL: era una domenica di dicembre, battuta dal vento e dal freddo, ed uscendo da una sala riscaldata a Pieve di Soligo aveva notato in piazza delle persone che offrivano stelle di Natale e ne era rimasto particolarmente colpito.
La senatrice Casellati, sottosegretario alla Sanità Pubblica, si è detta orgogliosa di inaugurare, lei cittadina veneta, una struttura di assoluto livello sia sotto il profilo medico che per le attenzioni psicologiche nei confronti del malato. I quasi due milioni di euro raccolti in pochi anni per il reparto di Ematologia, l’acquisto di apparecchiature sofisticate ed il finanziamento di nuovi laboratori rappresentano ormai un caso nazionale.
Teresa Pelos ha ringraziato tutti i volontari, confessando che tutto il suo impegno viene dall’attenzione che tutti dobbiamo avere nei confronti del prossimo per una società migliore. Poche parole di chi ama poco le chiacchiere e preferisce il fare. E chi la conosce bene sa che la vulcanica presidente dell’AIL sta già “minacciando” altri grandi progetti. Perché il suo impegno sono gli ammalati, quelli che lei assiste e consiglia, quelli, e sono tanti, che la chiamano per una aiuto o una parola di speranza, quelli per cui la sua attenzione diviene dolcezza materna.