POTENZIALITA' DELL'ANALISI CITOGENETICA

 

E' attivo dal primo di agosto, presso il Servizio di Anatomia Patologica, il Laboratorio di Citogenetica all'Ospedale Ca' Foncello di Treviso. Una struttura nata grazie all'impegno dell'AIL trevigiana con lo scopo di fornire un indispensabile supporto agli ematologi nello studio del paziente leucemico. Uno stretto rapporto intercorrerà tra il laboratorio e il reparto di Ematologia in modo da fornire il massimo possibile di informazioni dando anche un apporto alla ricerca scientifica con lo studio delle relazioni che intercorrono tra alterazioni cromosomiche e neoplasie ematologiche.
L'analisi citogenetica è finalizzata allo studio dell'assetto cromosomico delle cellule (cariotipo). Tale assetto, a seguito di mutazioni spontanee o indotte, può modificarsi nel numero o nella morfologia dei cromosomi che lo costituiscono dando luogo rispettivamente alle "anomalie cromosomiche numeriche" ed alle "anomalie cromosomiche strutturali". I cromosomi sono strutture complesse localizzate nei nuclei delle cellule e sono composti da DNA, proteine, RNA e polisaccaridi. Normalmente tali strutture non possono essere viste al microscopio ma durante una particolare fase della divisione cellulare (metafase) diventano abbastanza condensati da poter essere visti a 1000 ingrandimenti. Per ottenere quindi dei cromosomi facilmente individuabili e riconoscibili al microscopio le cellule dei pazienti, ottenute dal prelievo di midollo osseo o dal prelievo di sangue periferico, vengono coltivate per alcuni giorni e bloccate poi in metafase utilizzando una particolare sostanza (colchicina) (Fig. A). Le cellule vengono poi trattate con una soluzione ipotonica, fissate, seminate su dei vetrini e colorate con sostanze che si fissano selettivamente a determinate zone cromosomiche, dando luogo ad un caratteristico aspetto a bande.

Fig. A

La fase successiva comprende l'osservazione al microscopio: i cromosomi di un certo numero di metafasi sono contati, analizzati e cariotipati. In quest'ultima fase i cromosomi sono appaiati a due a due in base alle dimensioni, alla posizione del centromero (una strozzatura del cromosoma) e al bandeggio. S'arriva così alla determinazione del cariotipo (Fig. B).

Fig. B

Il cariotipo è quindi l'insieme dei cromosomi di un individuo. La determinazione del cariotipo costituisce un'indagine importante in quanto permette d'evidenziare eventuali anomalie cromosomiche, sia numeriche (quali trisomie, monosomie e presenza di un marcatore), che strutturali (traslocazioni, delezioni, duplicazioni ed inversioni). L'osservazione al microscopio dei preparati opportunamente colorati è sufficiente per evidenziare ed identificare tali anomalie. In alcuni casi è comunque necessario eseguire un'ulteriore analisi, per studiare nei dettagli l'anomalia in questione. Questa tecnica prende il nome di FISH (Fluorescence In Situ Hybridization) ed utilizza sonde di DNA marcato con fluorescenza per individuare anormalità geniche o cromosomiche che non riescono ad essere rilevate con la citogenetica classica.

Dott.ssa Lucia Zanatta
Laboratorio di Citogenetica
Ospedale Cà Foncello di Treviso