Dalla Tribuna di Treviso del 21 giugno 2001

«STOP AI VIAGGI IN CERCA DI CURE»
AL VIA IL DAY-HOSPITAL PER LE LEUCEMIE
IERI IL TAGLIO DEL NASTRO, IL SERVIZIO CURERA' I 440 MALATI TREVIGIANI

 

Inizieranno a lavorare nei prossimi giorni. Ed è certo che le cose da fare non mancheranno in una provincia che per il numero di malati di leucemia, linfomi e mielomi è, purtroppo, al secondo posto in Veneto. Il day-hospital per la cura delle patologie onco- ematologiche è stato inaugurato ieri all’ospedale Ca’ Foncello, in concomitanza con la settimana europea contro le leucemie. Al primo piano del padiglione che ospita le divisioni di Medicina, dove una volta aveva sede Oncologia, ci sono già gli ambulatori con i sei posti letto, gli uffici, gli strumenti per la cura. lì coordinatore del servizio, il dottor Filippo Gherlinzoni della clinica universitaria di Bologna, si è già impossessato dello studio dove ha sistemato il suo inseparabile microscopio. I quattro medici e lo staff degli infermieri sono a disposizione. Mancano soltanto i pazienti: quei 440 malati nella Marca, dei quali ben 40 sono bambini, che fino a ieri per curarsi dovevano intraprendere quotidiani «pellegrinaggi della sofferenza» alla volta di Aviano, Padova, Verona e degli altri centri veneti specializzati nella cura di queste terribili malattie. Ci hanno pensato il direttore generale dell’Usl 9 Domenico Stellini ed il vicepresidente della Regione Fabio Gava - che insieme al sindaco Gentilini ed all’assessore provinciale Paolo Speranzon erano presenti al «taglio del nastro» - a ringraziare la donna cui si deve il risultato raggiunto. «Dobbiamo ringraziare la presidente dell’AlL (associazione italiana contro le leucemie) se oggi siamo qui - ha detto Stellini - Ha insistito perché fosse portato avanti il progetto con tutte le sue forze». Ma non è solo con le parole che l’associazione trevigiana partecipa al progetto. «Abbiamo messo a disposizione 700 milioni - ha spiegato la presidente Teresa Pelos Mariotto - e stiamo già pensando a favorire l’assistenza domiciliare e a realizzare un residence dove possano fermarsi i familiari dei malati». Frattanto il servizio di Ematologia, nato in stretta collaborazione con le due divisioni Mediche e con il reparto di Geriatria, si prepara a ricevere i pazienti: «In un anno contiamo di poter trattare circa 1 70 patologie gravi, come leucemie, linfomi, mielomi ed altro ancora» ha spiegato il dot- tor Gherlinzoni. E a pochi passi dagli ematologi lavoreranno anche i medici che si occupano da specialisti dei malati di osteoporosi. «Ci occuperemo dei pazienti particolarmente gravi già seguiti dal nostro servizio - ha spiegato il primario della secon- da divisione medica, il Dott. Giancarlo Foscolo - e non sono certo pochi».

Marzia Borghesi