RELAZIONE DELLE ATTIVITA' SVOLTE DALLA DOTT.SSA ENZA GALANTE
CONSULENTE PSICOLOGA PRESSO L'UNITA' OPERATIVA DI
ONCOLOGIA RADIOTERAPICA DEL C.R.O. DI AVIANO

 

In continuità con il lavoro svolto nell'anno precedente, ho proseguito la mia attività di Psicologa presso l'Unità Operativa di Oncologia Radioterapica dei C.R.0. di Aviano (PN). Per tale attività sono stata retribuita con un importo assegnatomi dall'AIL Treviso.
La mia presenza giornaliera in reparto e negli ambulatori della Radioterapia ha permesso di proseguire in primo luogo l'accompagnamento dal punto di vista psicologico dei bambini ammalati di tumore sottoposti a terapia radiante e delle loro famiglie.
La permanenza piuttosto lunga dei piccoli ospiti nell'Istituto, che nei casi più frequenti è di qualche mese, consente alle famiglie di creare con l'ambiente che li accoglie e l'equipe curante un rapporto che permea la loro intera quotidianità. Una tale relazione ha per il paziente e ancor più per la sua famiglia un significato di protezione e rassicurazione dai pericoli della malattia: il bambino in ospedale è curato e protetto e ogni segnale del suo corpo viene attentamente monitorato. Risulta comprensibile come si possa facilmente creare una sorta di dipendenza con l'ospedale e l'equipe che ne fa parte, proprio a causa dell'importanza che il corpo e i suoi bisogni acquisiscono nella malattia. D'altra parte è altrettanto facile intuire quanto l'ospedale, i canici bianchi, gli interventi sul corpo ecc., siano estranei alla normalità di un bambino, ai tempi e agli spazi che è abituato a vivere, ai suoi desideri di gioco, di stare insieme ai coetanei così come a tutti gli altri suoi bisogni.
L'intervento dell'equipe composta dal personale medico-infermieristico nel quale si inserisce anche lo psicologo, deve sempre tenere conto di questa duplicità della relazione, mirando alla cura e alla guarigione, quando possibile, del corpo senza mai dimenticare gli innumerevoli altri bisogni del bambino e della sua famiglia.
In quest'ottica è stato pianificato un primo colloquio con le famiglie di ogni nuovo caso pediatrico seguito dall'Unità Operativa dell'Oncologia Radioterapica. Gli obiettivi di questo primo contatto sono molteplici:
* raccogliere informazioni per tracciare una breve anamnesi psicologica della storia del paziente e della sua famiglia
* accogliere il paziente e il nucleo familiare, quando si tratta di più membri, nel nuovo ambiente, presentandone le caratteristiche, il personale a cui fare riferimento, gli spazi adibiti ai più piccoli, le opportunità di svago ecc.
* rilevare la necessità di un intervento psicologico specifico sul bambino e/o familiari.
L'intervento psicologico dopo il primo colloquio, può essere poi eventualmente rivolto sia al bambino che alla famiglia. E' fondamentale, ancor più che nei pazienti adulti, considerare l'importanza della famiglia per il piccolo malato e questo appare ovvio non solo per le limitate capacità di comprensione e quindi di compliance del bambino ma anche per il grande valore che i genitori hanno nella fase evolutiva di un individuo. Per tale motivo prendersi cura della famiglia significa prendersi cura indirettamente del bambino. Il lavoro con le famiglie è spesso rivolto ad offrire uno spazio di sostegno e empatia per le angosce e i vissuti legati alla malattia, supportando i genitori nel loro ruolo fortemente messo in crisi da un evento che li rende deboli e impotenti.
Con i piccoli pazienti la creazione di momenti "ad hoc", attraverso mezzi quali ad es. il gioco e il disegno, dà loro l'opportunità di esprimere emozioni, dubbi, paure di ciò che sta capitando, proiettando all'esterno in modo indolore l'aggressività accumulata e trovando uno spazio tutto proprio in cui poter essere Bambini: in tale "spazio" è l'adulto che deve sapersi avvicinare al bambino, usando il suo stesso linguaggio, le sue modalità, i suoi canali di comunicazione con il mondo.
Per i pazienti in età evolutiva (dai 6 ai 17 anni) trattati con radioterapia al Sistema Nervoso Centrale, oltre alla procedura di intervento psicologico sopra descritta, è stato previsto il monitoraggio delle abilità cognitive: linguaggio, memoria, capacità logiche, spaziali, ecc. Questa valutazione neuropsicologica effettuata con test psicologici specifici prima e dopo il trattamento radiante, con follow-up di circa un anno, permette di verificare i possibili effetti della radioterapia cerebrale sulle funzioni intellettive: al momento, dai dati della letteratura sull'argomento, emerge che il trattamento radiante possa avere un'influenza importante nel declino cognitivo in bambini trattati al di sotto dei cinque-sei anni, mentre questa relazione appare più controversa per pazienti più grandi, per i quali non sembra esserci un cambiamento importante imputabile alla radioterapia. I dati a nostra disposizione confermano quest'ultima tesi.
Come nell'anno precedente, nelle corsie del reparto è proseguita l'esperienza della "Scuola in Ospedale" effettuata con la collaborazione di un'insegnante professionista volontaria, nei casi in cui le condizioni psico-fisiche del bambino permettevano un intervento di questo tipo, volto da una parte a salvaguardare il più possibile il senso di normalità di vita del bambino e dall'altra a non interrompere completamente il suo processo educativo scolastico.
Parte del mio lavoro, infine, si è svolto con pazienti in età adulta sotto forma di consulenza, ovvero nel momento in cui la persona richiede l'intervento dello psicologo. Un ruolo importante in questi casi lo occupano il medico e l'infermiere nel rilevare il disagio del paziente nel difficile processo di adattamento alla malattia che si trova forzatamente a vivere, e nel segnalare al paziente l'opportunità di avere un aiuto specifico in questo senso.
Il cammino nel prendersi cura della "Qualità di Vita" in Ospedale, non solo dei pazienti ma anche di chi vi opera, è un percorso lungo e complesso, che richiede capacità di adeguamento da parte di tutti gli operatori a nuovi modi di relazionarsi con il malato che talvolta sconvolge abitudini e procedure da lungo tempo radicatesi nelle equipe ospedaliere: la mia esperienza professionale e formativa nell'Unità Operativa della Radioterapia va in questa direzione e testimonia il desiderio di chi opera in questo reparto di avvicinarsi al paziente anche da un'altra prospettiva.
Aviano, 22.08.2001

Dott.ssa Enza Galante