RELAZIONE DI EMATOLOGIA DELLA DOTT.SSA CRISTINA SKERT
(BORSA DI STUDIO AIL TREVISO)
 

Nell’ottobre ‘98 ho iniziato il terzo anno della Scuola di Specialità di Ematoligia dell’Università di Udine svolgendo la mia attività presso il Day-Hospital dove vengono seguiti pazienti con malattie croniche del sangue, linfomi e anemie, sia sotto l’aspetto diagnostico che terapeutico.

Quindi dal mese di aprile ho continuato l’attività clinica nel reparto per il Trapianto di midollo osseo; qui a seconda della patologia di base il paziente viene sottoposto a trapianto di cellule staminali emopoietiche autologhe o a trapianto allogeno da donatore familiare o da registro. Le problematiche che di volta in volta si pongono sono molteplici, sia di natura strettamente clinica che psicologica.

La procedura del trapianto, soprattutto da donatore, pur rappresentando per molti l’unica possibilità di guarigione, può mettere a rischio la vita: da un lato lo stato di immunodepressione indotto dal regime di condizionamento, necessario per prevenire il rigetto, rende il ricevente estremamente suscettibile alle infezioni, dall’altro lo espone all’”attacco immunologico” del donatore, che può, se non trattato, compromettere la riuscita del trapianto stesso. Raggiungere il difficile equilibrio tra tolleranza dei sistema immunitario del donatore verso il ricevente ed efficienza del sistema stesso nella protezione da agenti patogeni richiede spesso diversi mesi e va ben al di là dei periodo di ricovero ospedaliero.

Non è difficile capire come il bagaglio di esperienze costruite possa arricchire di conoscenze teoriche e “umane” nonché del desiderio di sensibilizzare le persone nei confronti del problema della disponibilità di donatori e di continuare ad approfondire la ricerca di tipo immunologico nel campo del trapianto di midollo osseo.

Udine, 9 novembre 1999

Cristina Skert
Clinica Ematologica
Policlinico Universitario Udine