|
RELAZIONE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA DALLA DR.SSA BASSO KATIA BENEFICIARIA DI UNA BORSA DI STUDIO A.I.L. PER IL PERIODO 01.05.’98-30.04.’99 |
|
Nel periodo compreso tra il 01.05.1998 e il 30.04.1999 sono stata beneficiaria, per il secondo anno consecutivo, di una borsa di studio messa a disposizione dall’AIL, Sezione di Treviso. Ho svolto il mio lavoro presso il Laboratorio di Biologia Molecolare della Clinica di Oncoematologia Pediatrica del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova. Proseguendo il progetto dell’anno precedente, mi sono occupata di diagnostica molecolare nei linfomi non-Hodgkin pediatrici. La biologia molecolare mette a disposizione metodiche ad elevata sensibilità che acquisiscono sempre maggiore importanza nello studio, di quella che viene definita la “malattia molecolare”. Numerosi studi stanno dimostrando che per alcune neoplasie la malattia molecolare (presenza di cellule tumorali in numero così basso da poter essere identificate solo grazie alla biologia molecolare) anche in assenza di malattia clinica deve essere valutata come segnale precoce di una possibile recidiva. Le metodiche messe a punto lo scorso anno sono state utilizzate come ausilio diagnostico e per valutare la presenza di malattia residua minima nei pazienti trattati secondo il protocollo nazionale dei linfomi non-Hodgkln per i quali fosse disponibile materiale biologico adeguato per gli studi molecolari. Il mio lavoro, rivolto all’identificazione di marcatori genetici tumore-associati, ha coinvolto tre diverse tipologie di linfoma: il linfoma T, il linfoma di Burkitt ed il linfoma anaplastico a grandi cellule (ALCL). Nel caso del linfoma T ho valutato l’eventuale presenza di un clone cellulare studiando il riarrangiamento del gene dei TCRY (T Cell Receptor) mediante una metodica di Multiplex PCR e successiva analisi dei prodotti di amplificazione tramite DGGE (Denaturing Gel Gradient Electrophoresis). Dopo un primo screening, in caso di positività, si procede alla ricerca della coppia di oligonucleotidi specifica per utilizzare successivamente una metodica di PCR a singola coppia di primers che risulta essere più sensibile. E’ stato possibile studiare frammenti bioptici e prelievi di midollo osseo per 11 pazienti che sono stati trattati con il protocollo LNH 97: per ciascuno di essi la valutazione di clonalità è risultato uno strumento di ausilio diagnostico. Solo per due pazienti è stato possibile eseguire uno studio longitudinale per verificare l’evolversi della malattia molecolare. Un marcatore genetico del linfoma di Burkitt è la traslocazione t(8;14)(q24;q32): il metodo di LD-PCR messo a punto lo scorso anno mi ha permesso di valutare campioni biologici ottenuti da 15 pazienti trattati secondo i protocolli LNH92 o LNH97 identificando il marcatore di neoplasia in circa 85% dei casi. La sensibilità del metodo (10-3-10-4) permette lo studio molecolare di micrometastasi all’esordio e di malattia residua minima. Per un paziente è stato possibile seguire l’evolversi della malattia molecolare fino alla remissione raggiunta durante la terapia. La presenza della traslocazione t(2;5)(p23;q35), associata ai linfomi anaplastici a grandi cellule, è valutata con una metodica di RT-PCR. L’analisi molecolare è stata condotta su campioni biologici di 11 pazienti affetti da ALCL: per due pazienti è stato possibile procedere ad uno studio longitudinale e per uno di essi la positività molecolare si è mantenuta anche dopo il raggiungimento della negatività morfologica. Particolarmente interessante è procedere ora ad uno studio sistematico della malattia motecolare successivamente all’esordio per identificare eventuali sottogruppi di pazienti che potrebbero trarre vantaggio da un trattamento chemioterapico differenziato. Dr.ssa Basso Katia |