RELAZIONE DELL’ATTIVITA’ SVOLTA DALLA DOTT.SSA BASSO KATIA BENEFICIARIA DI UNA BORSA DI STUDIO AIL PER IL PERIODO 01.05.1997 - 30.04.1998
 

Nel periodo compreso tra il 01.05.1997 e il 30.04.1998 sono stata beneficiaria di una borsa di studio AIL finanziata dalla Sezione di Treviso. Ho svolto il mio lavoro presso il Laboratorio di Biologia Molecolare della II Divisione Pediatrica del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova.

La mia attenzione si è focalizzata sullo studio di strumenti biologico-molecolari che fossero di ausilio diagnostico e permettessero eventualmente l’analisi di malattia residua minima nell’ambito dei linfomi. E’ utile ricordare l’importanza fondamentale di una diagnosi corretta e tempestiva, soprattutto nel caso di pazienti pediatrici, dove la patologia oncologica ha un decorso molto rapido. Inoltre, la possibilità di evidenziare presenza di malattia residua minima consente di procedere precocemente ad un’adeguata terapia.

La mia attività si è sviluppata coinvolgendo tre diverse tipologie di linfoma: il linfoma T, il linfoma di Burkitt e il linfoma anaplastico a grandi cellule. Per tutte le patologia considerate lo scopo è stato cercare il modo di rilevare la presenza di marcatori genetici tumore-associati.

Nel caso del linfoma T mi sono occupata dell’analisi del riarrangiamento del TCRg (T cell receptor g) per rilevare la presenza di cloni cellulari caratterizzati dalla presenza dello stesso riarrangiamento. Il metodo da noi prescelto a questo scopo è stato l’utilizzo di Multiplex PCR e analisi dei prodotti di amplificazione in DGGE (Denaturing Gel Gradient Electrophoresis) per un primo screening e, nel caso di positività, ricerca della coppia di oligonucleotidi specifica per procedere ad uno studio in Monoplex PCR. L’analisi in Monoplex PCR, presentando una maggiore sensibilità, ci permette di seguire l’evolversi della malattia e di evidenziare la presenza di un eventuale residuo minimo di malattia.

Il linfoma di Burkitt è solitamente associato ad un caratteristico marcatore genetico: la traslocazione t(8;14)(q24;q32). L’analisi di questa traslocazione a scopo diagnostico con tecniche di indagine su acidi nucleici isolati, non aveva finora dato risultati soddisfacenti a causa delle sue caratteristiche di complessità e variabilità. Grazie alla disponibilità di nuove polimerasi che permettono l’amplificazione di frammenti lunghi, si sta diffondendo l’utilizzo di LD-PCR (Long Distance PCR) in vari ambiti. Ho quindi messo a punto un protocollo di LD-PCR per evidenziare la presenza della traslocazione t(8;14)(q24;q32). Attualmente disponiamo di un metodo funzionale, con una buona sensibilità, in grado di amplificare frammenti fino a 15 Kb di lunghezza (quindi utilizzabile per lo studio della forma endemica del linfoma di Burkitt). Il linfoma anaplastico a grandi cellule è spesso associato alla traslocazione t(2;5)(p23;q35) che origina un gene chimerico sul cromosoma 5 attivo dal punto di vista trascrizionale. La presenza di un m-RNA, prodotto della trascrizione del gene chimerico, permette di evidenziare indirettamente la presenza della traslocazione mediante RT-PCR. Ho quindi messo a punto un protocollo di RT-PCR altamente sensibile che, oltre ad essere un aiuto diagnostico, può permettere di rilevare l’eventuale presenza di malattia residua minima.

Le tre diverse metodiche messe a punto in questo anno di attività sono attualmente utilizzate come ausilio diagnostico per i pazienti che afferiscono alla II Divisione della Clinica Pediatrica di Padova, inoltre vengono applicate ai pazienti che nei vari centri di oncologia pediatrica italiani sono trattati secondo il protocollo terapeutico nazionale per i linfomi non-Hodgkin.

dott.ssa Basso Katia